DIPARTIMENTO COMUNICAZIONE E SPETTACOLO - UNIVERSITA' ROMA TRE
presentano
L'ORA D'AMORE
ITALIA, 2008, colore, HDV, 16:9, 52’
“Ci si chiude in tante prigioni che sono vere e proprie celle, vere e proprie torture; credo che di gente infelice, imprigionata dentro le proprie frustrazioni, le proprie crudeltà, ce ne sia tantissima”
Targa d'argento 3° Festival del Cinema dello Stretto - Messina - Italia Menzione Speciale 11° International Film Festival on Human Rights DerHumALC - Buenos Aires - Argentina Miglior Documentario
10° Maremetraggio - Trieste – Italia
Menzione Speciale
2° Documenta Film Festival – Sezze – Italia
Miglior Documentario
4° Overlook Film Festival - Finale Ligure – Italia
Miglior Documentario
3° Visioni Fuori Raccordo Film Festival - Roma – Italia
in Concorso Extra L’altro Cinema - III Festival Internazionale del Film di Roma
L’ora d’amore è un film sulle chiusure, sulle barriere profonde che rendono impossibile una relazione amorosa. Per raccontarle si è scelto un luogo dove queste barriere si fanno visibili, insormontabili, e dove l’amore sembra diventare impossibile: il carcere.
La separazione, la solitudine, l’istituzionalizzazione del vivere acuiscono la paura, le insicurezze, il bisogno, la dipendenza, la speranza, il ricatto, l’attesa e una lunga galleria di barriere che restringono e infine chiudono l’orizzonte di una relazione d’amore.
I detenuti intervistati – Mauro, Fatima, Angelo – sono stati già condannati per i reati che hanno commesso: la sottrazione della vita affettiva, della vita sentimentale, della vita sessuale, sono pene aggiuntive, che nulla hanno a che fare con i loro crimini. Si è deciso di non specificare i reati, perché le classificazioni (detenuto per omicidio, detenuto per rapina, detenuto per...) sono soltanto un modo per soddisfare la nostra curiosità, e confermarci in una visione rassicurante del mondo, fatto di liberi “fuori” e detenuti “dentro”. Mentre Deborah, la compagna di Mauro, racconta che da quando lui è dentro anche la sua vita “è reclusa”, e Angelo spiega che a volte si può uscire dal carcere per entrare in una nuova prigione, fatta di convenzioni.
***
Three different love stories between the same walls, the walls of a jail. A place where the barriers are visible and where love relationships seem impossible. Deborah and her daughter wait for the end of her husband detention in a timeless situation, Fatima travels once a week from the female branch of the jail to the malish one to visit her man, Agelo is in the transgender branch and fell in love with an eterosexual classmate.
The separation, loneliness and institutionalization of prison life intensifies the waiting, the fears, the hopes, insecurity and neediness, emotional blackmail and dependency. A long tunnel of barriers progressively narrows and eventually blocks out the horizon for a love relationship.
L’ora d’amore scrivono del film ____________________________________________________________________________________
“Un documentario breve ma intenso. L'amore ai tempi della galera con le sue dolcezze e le sue sofferenze, visto da una madre, una moglie, un trans. Il documentario italiano è una galassia di gioielli invisibili. E l'opera di Carmosino e Appetito è uno di questi”
Boris Sollazzo, Il Sole 24 Ore
“Struggente, ma con il cuore tenuto a bada da un montaggio pieno di rigore”
Cristiana Paternò, Cinecittà News
“...tre vividi racconti di detenuti comuni dalla vita così simile a quella di chi vive fuori, altrettanto imprigionati dalle convenzioni e dai problemi. Emerge tanto isolamento e bisogno d'affetto in quei ritratti tanto vicini alla fiction, figure vivaci e affettuose nell'accettazione di un tempo che si è fermato ed è scandito dalla burocrazia del carcere”
Silvana Silvestri, Il Manifesto
“Ed è questo che i due cineasti fanno mirabilmente, il farci mettere piede in un mondo a parte, farcelo annusare e capire, mostrandoci con asciutta delicatezza dove vive,
anzi sopravvive una bella fetta della nostra società”
B.S., Liberazione
“...un preziosissimo documentario, che ci racconta tre storie esemplari
di altrettante coppie divise dalle barriere di una prigione”
Pierpaolo De Sanctis, SegnoCinema
“Difficile davvero pensare a qualcosa di più distante dal reportage televisivo di questo documentario scritto e girato in punta di piedi,
con una camera-stylo personalissima e delicata, che accompagna i personaggi
senza asfissiarli ma dandogli al contrario l’aria che necessitano”
Lorenzo Leone, CineClandestino
“Il film ha il merito di entrare in questo spazio privo di tempo
senza mai essere invasivo, ma tenendosi sempre a una giusta distanza”
Simone Ghelli, Frame On Line
“Lucida e toccante riflessione sugli ostacoli di un sentimento
che non può esprimersi come vorrebbe”
Luca Napolitano, Cinema Plus
“Documentario di anime spezzate più che lavoro a mero sfondo sociale, L’ora d’amore è un affondo in una realtà poco esplorata, quella dell’amore in carcere, che si rivela,
grazie alla delicatezza che contraddistingue lo sguardo dei due registi, proprio sotto i nostri occhi, ma che affonda le sue radici in luoghi che non possiamo vedere.
Daria Pomponio, Cinemavvenire
“La parola «carcerato» non riflette alcun aspetto dei personaggi, in quanto questa caratteristica è superflua nell’ambito della ricerca cinematografica di Appetito e Carmosino: ciò che denota i protagonisti è il loro essere amanti”
Livio Meo, Non solo cinema
L’ora d’amore note di regia ____________________________________________________________________________________
Nell’agosto del 2005 siamo stati invitati al Festival di São Paulo, in Brasile, per presentare un nostro cortometraggio. Abbiamo incontrato una regista brasiliana, e dall’incontro è nata un’amicizia e la promessa di realizzare un film insieme.
Nel 2006 abbiamo cominciato le ricerche per un film sul carcere, prodotto dalla Rio Verde Produçoes. Spunto iniziale: “Pensate a due detenuti nello stesso carcere, pensate alle due celle così distanti”. Obiettivo: raccontare la storia di due amanti detenuti nello stesso carcere e i loro stratagemmi per vincere le barriere, l’isolamento e mantenere vivo l’amore. Per trattare un argomento così delicato dovevamo prima fare molte ricerche: nessuno di noi conosceva il mondo carcerario. I primi contatti sono stati con una donna e un uomo torturati e poi reclusi durante la dittatura brasiliana.
Nell’agosto del 2006 le ricerche si concentrarono ad Ilha Grande, un’isola a poche ore di viaggio da Rio de Janeiro, dove rimane la facciata di un antico presidio, attivo ai tempi della dittatura. Il sopralluogo era guidato da un vecchio, il custode dell’acqua potabile del villaggio sorto intorno alle rovine del presidio. Il carcere non esisteva più, ma alcune famiglie di ex detenuti ed ex agenti di quel carcere erano rimasti a vivere insieme sull’isola. Le storie che incontrammo furono tanto coinvolgenti che cominciammo a pensare anche alla realizzazione di un documentario.
Nel settembre del 2006 presentavamo il progetto a Giorgio De Vincenti, direttore del Dipartimento Comunicazione e Spettacolodell’Università Roma Tre. Il film si sarebbe chiamato Estratagemas do amor, ma avrebbe avuto anche un capitolo “italiano”. Il Dipartimento sposò il progetto, che partì subito dopo con le interviste ad alcuni detenuti politici.
Qualche mese dopo, la collaborazione con la Rio Verde Produçoes si complicava. Le difficoltà legate ai pochi mezzi economici a disposizione imponevano di separare il progetto. In Italia prendevamo una nuova strada, scegliendo di concentrarci su un unico penitenziario: Rebibbia.
Nel contempo, decidevamo di limitarci al solo documentario. Stratagemmi d’amore sarebbe diventato un film sull’amore, in cui il carcere avrebbe rappresentato il luogo dove si fanno visibili le barriere che rendono impossibile ogni relazione d’amore, e necessari gli stratagemmi per superarle.
Nel gennaio del 2007 cominciavano i sopralluoghi in carcere, gli incontri e le interviste con i detenuti e le detenute. Scoprivamo quanto quelle vite ristrette somigliassero alle nostre. Il carcere, così, passava definitivamente in secondo piano. In primo piano, fatalmente, c’era l’amore, o meglio il bisogno d’amore.
Inoltre decidevamo di abbandonare le storie di detenute e detenuti politici (con l’intenzione di riprenderle in futuro) per concentrarci sulle storie di detenuti comuni, più ordinarie e per questo, forse, più vicine alla nostra quotidianità.
Delle quattro storie che avrebbero dovuto comporre il progetto, è stato possibile realizzarne soltanto tre. La quarta, incentrata sul regime di semilibertà e utile a raccontare meglio il rapporto tra dentro e fuori, non abbiamo potuto girarla. Nel cercare un detenuto semilibero e la sua compagna, abbiamo incontrato le più grandi resistenze, soprattutto da parte delle compagne. Resistenze legate alla paura di rivelare l’identità dei loro compagni. Paura di perdere il lavoro, di compromettere i rapporti con le famiglie, con i vicini di casa, con gli amici dei figli. Paure che restringono ulteriormente le vite. Le nostre paure di “liberi”.
Nel giugno del 2008, l’impossibilità di raccontare la condizione di semilibertà ha interrotto le riprese, ma questo “fallimento” ci ha rivelato molte cose.
Durante il montaggio del film ci siamo resi conto di quanto fossero assenti gli “stratagemmi d’amore”. Occorreva trovare un nuovo nome al film, che nascesse dalla sua stessa storia. Lo abbiamo chiamato L’ora d’amore, quel tempo ristretto di un incontro in cui si ha la sensazione di non poter dire, di non poter dare, tutto quello che in noi trabocca. Ci siamo accorti di come fosse cambiato, in due anni, il nostro modo di raccontare quelle storie ristrette. In principio avevamo bisogno di interviste per scrivere una sceneggiatura, un po’ alla volta abbiamo cominciato a staccarci da quell’obiettivo iniziale. È iniziato così il nostro viaggio nell’impossibilità dell’amore, attraverso le barriere, le attese infinite, le ossessioni, le paure... Lo sguardo è cambiato nel tempo. Nel film questi cambiamenti sono visibili, stratificati, così come cambia la scrittura in un lungo diario di viaggio.
Alla fine, anziché scoprire gli stratagemmi, abbiamo trovato un grande bisogno d’amore. Non sappiamo più come fare ad amare: del linguaggio dell’amore siamo diventati balbuzienti, ristretti tutti dentro la paura, il conformismo.
Abbiamo fallito nella ricerca iniziale ma questo fallimento ci ha reso tutto più chiaro.
Andrea Appetito e Christian Carmosino
L’ora d’amore gli autori: Andrea Appetito ____________________________________________________________________________________
Andrea Appetito nasce a Roma nel 1971. Insegna filosofia e storia in un liceo di Treviso. Pubblica nel 2001 il libro Cluster Bomb (Altrastampa Edizioni, Napoli). Nel 2002 realizza nel centro storico di Bogotà, insieme a Pablo Acosta Lemus e Valentina Ariza Moreno, la performance El juego de la boda. Nel 2003 partecipa con le sue favole alla performance tadatat nel chiostro del Primo Municipio a Roma, per l’inaugurazione di Studiaperti e Artisti Associati. Nel 2005 realizza ¿Quién es Pilar?, cortometraggio tratto da un suo racconto. Il film è selezionato in oltre 30 festival internazionali e riceve numerosi premi in Italia e all’estero. Nel 2006 partecipa con un suo racconto all’antologia Allupa Allupa per Derive Approdi. Nello stesso anno scrive L’eredità, che diventa, in collaborazione con Giancarlo Savino, un testo per il teatro. Messo in scena a Rio de Janeiro dalla regista Virginia Corsini è tuttora in cartellone con oltre ottanta repliche.
Born in Rome in 1971. Teaches Phylosophy and History in High School. As writer he publishes in 2001 his first book Cluster Bomb with the editor Altrastampa Edizioni. In 2002 he realizes in Bogota's city centre, together with Pablo Acosta Lemus and Valentina Ariza Moreno, the performance El juego de la boda. In 2003 realizes the performance tadatat, based on his tales. In 2005 directs and produces ¿Quién es Pilar?, short film also based on his novel. The short is selected in over 30 international film festival and gets numerous prizes. In 2006 one of his novels takes part to the anthology Allupa Allupa. Still on 2007 his last novel becomes the script of a teatrical release, realized with Giancarlo Savino, produced in Rio de Janeiro and directed by Virginia Corsini, the play had already 80 nights and is still on theatres.
filmografia:
ta da tat
(2003, videoistallazione, 60’, MiniDV)
Pierino12.06.04 (2004, doc, 17’, MiniDV)
¿Quién es Pilar?
(Who is Pilar?, 2005, fiction, 16’, 35mm)
L’ora d’amore gli autori: Christian Carmosino ____________________________________________________________________________________
Christian Carmosino nasce a Ventimiglia nel 1972. Laureato in Lettere all’Università di Roma Tre, con una tesi sul cortometraggio e i film a episodi, da circa 15 anni organizza eventi cinematografici in Italia e all’estero. Ha lavorato come selezionatore, tra gli altri, per il Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena, La Cittadella del Corto, il Festival InCURT (Spagna). È regista di documentari e cortometraggi che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Ha lavorato al Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e attualmente è responsabile tecnico del Laboratorio Audiovisivi dell’Università di Roma Tre. È docente di regia e sceneggiatura, e ha fondato nel 2005 con il contributo del Comune di Roma OFFICINE, cineclub e società di produzione.
Born in Northern Italy in 1972. Graduate of Roma 3 University with a degree in Literature and a thesis on short films. Works on organization of film screenings and events since 1994. Has cooperated and worked for some festival specialized in short films and has been employed at the National Film LibraryCineteca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia).
He is teacher of courses in screenwriting, filmmaking and film history.
Director of short films and documentaries, some of his films have been screened and awarded all around the world.
In 2005 funded OFF!CINE, , a film society and a film company created to promote film/multimedia screenings and productions. OFF!CINE is now a point of reference for filmmakers and film lovers in Rome. He is the technical manager of the Audiovisual Lab in the Department of Communication and Performing Arts at Rome 3 University.
filmografia:
Gesù di Capocotta
(Jusus of Capocotta, 2003, mockumentary, 18’, MiniDV)
ta da tat
(2003, videoistallazione, 60’, MiniDV)
Pierino12.06.04 (2004, doc, 17’, MiniDV)
Gaia (io sono un selvaggio)
(2004, doc, 13’, MiniDV)
¿Quién es Pilar?
(Who is Pilar?, 2005, fiction, 16’, 35mm)
Il corriere
(The pusher, 2006, fiction, 10’, MiniDV)
Federico e Maria
(2006, corto, 5’, HD)
La zuppa di pietra
(Stone Soup, 2007, fiction, 14’, 35mm)
Gli Invisibili - Esordi nel cinema Italiano 2000-2006
(The Invisibles - Debuts in Italian Cinema 2000-2006, 2007, documentary, 52', MiniDV)
Carolina (2007, corto, 5’, HD)
L’amore è un elefante
(Love is an elephant, 2007, videoclip, 3’, HD)
Il senso di Luca
(2008, corto, 5’, HD)
Ritorno a Casa
(2009, corto, 5’, HD)
Piccoli Tasselli
(2009, corto, 5’, HD)
L’ora d’amore la produzione ____________________________________________________________________________________
La produzione di documentari del Dipartimento Comunicazione e Spettacolo (Di.Co.Spe.) dell’Università Roma Tre, diretto dal Prof. Giorgio De Vincenti, è costante da cinque anni. Il Dipartimento, attraverso il suo Laboratorio Audiovisivi (curatore scientifico prof. Vito Zagarrio), ha prodotto e realizzato una sessantina di video di corto, medio e lungometraggio, diversi dei quali hanno vinto premi nazionali ed internazionali.
d)creativi (ma con un forte ancoraggio su materiali culturali esistenti)
e)di ricostruzione storiografica
f)la serie della “memoria del cinema italiano”
Esempi di video antropologici sono, oltre a L’ora dell’amore, la serie “Roma e le sue città”, dedicata alle comunità degli immigrati e a situazioni di emarginazione, i video sul gioco d’azzardo in Cambogia, sull’immigrazione di ritorno dall’Argentina, sui luoghi di tortura dei desaparecidos argentini, sui nativi delle due Americhe, sul meridione italiano.
Il 2008 è il secondo anno in cui una produzione del Di.Co.Spe. è selezionata al Festival Internazionale del Film di Roma. Nel 2007 la Festa del Cinema selezionò Super Victor, di Franco Rea con protagonista Victor Cavallo.
L’ora d’amore festival ____________________________________________________________________________________
3° Festival Internazionale del Film di Roma (22-31 Ottobre 2008 - Roma - Italy)
L'Altro Cinema - Extra http://www.romacinemafest.org
16° Visioni Italiane OFFICINEMA Festival
Cineteca di Bologna
(18-22 february 2009, Bologna - Italy) http://www.visionitaliane.it/
1° La Mala Distribution Film Festival (March 2009, Rome - Italy)
3° Festival del Cinema dello Stretto (21-25 April 2009, Messina - Italy) Targa d'Argento
24° Torino GLTB Film Festival (23-30 april 2009, Torino - Italy) http://www.tglff.com/
11° International Film Festival on Human Rights DerHumALC (28 May- 11 June 2009, Buenos Aires - Argentina) http://www.derhumalc.org.ar Menzione Speciale
17° Arcipelago - Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini (June 12th – 18th, 2009, Roma - Italy) http://www.arcipelagofilmfestival.org
10° Maremetraggio Trieste International Film Festival
(26 june, 4 July 2009, Trieste - Italy) http://www.maremetraggio.com Miglior Film Sezione Documentari
12° Genova Film Festival (29 june, 5 july 2009, Genova - Italy)
13° Gallio Film Festival (25th July - 1st August 2009, Gallio, Vicenza - Italy)
Sono nato a Ventimiglia, al confine con la Francia, l'8 maggio 1972. Nel 1986 mi son trasferito con la famiglia a Roma, dove ho iniziato le scuole superiori in un liceo di periferia, a Cinecittà. A vent’anni mi sono iscritto all’università, Economia e Commercio a Tor Vergata, ma ben presto ho capito che non mi sarei mai laureato in economia e che avrei dovuto assecondare la mia passione per le Lettere, la Storia, ma soprattutto il Cinema. Per cui dopo due anni ho cambiato facoltà e dopo quaatro anni anche università, trasferendomi all’Università Roma Tre, dove c'erano i corsi di cinema che desideravo seguire. Sono stato per anni studente lavoratore, poi finalmente mi son laureato (qualche anno fuori corso) in Lettere indirizzo Spettacolo con una tesi in Filmologia sul cortometraggio e i film a episodi. Gli innumerevoli impieghi, nel frattempo, hanno iniziato a diventare sempre più a tema cinematografico… Tra gli altri ho lavorato come selezionatore e organizzatore per il Festival Internazionale del Cortometraggio di Siena, La Cittadella del Corto e il Festival InCURT (Spagna). Dall’inizio degli anni 2000 la mia passione per la scrittura si è evoluta in senso visivo e quelli che erano solo racconti (tenuti nel cassetto) hanno iniziato a diventare sceneggiature. Nel 2002, dopo un paio di riconoscimenti a concorsi di sceneggiatura, ho realizzato il primo cortometraggio, un mockumentary ambientato sul litorale laziale. Il piacere che mi ha dato cimentarmi nella regia mi ha chiarito molte cose e da lì in poi ho realizzato alcuni altri lavori (vedi filmografia sotto) di diverso genere e formato: corti, lunghi, fiction, documentario, videoclip… Alcuni di quei lavori hanno ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Ma nel frattempo ho sempre avuto bisogno di fare altro per guadagnarmi da vivere. Ho lavorato al Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, organizzato diverse rassegne e insegnato regia e sceneggiatura in diversi contesti. Nel 2005 ho fondato una società di produzione, OFFICINE, che poi tre anni dopo, grazie al finanziamento del Comune di Roma, ha aperto un locale al Pigneto che è anche diventato sede dell’omonimo cineclub e associazione culturale di cui sono attualmente presidente. Nel 2005 sono stato assunto all’Università Roma Tre come responsabile tecnico del Centro Produzione Audiovisivi del Dipartimento Comunicazione e Spettacolo. Negli ultimi 5 anni sono stato molto impegnato nella produzione e promozione del cinema documentario italiano, attraverso rassegne e nel promuovere dibatti, convegni e incontri che ne permettessero la visibilità. Nel 2010 con l'associazione OFF!CINE (www.officineclub.it), che nel nel 2009 ha cambiato la propria sede, interrompendo la sua collaborazione con l'omonima società di produzione, tra gli altri eventi, ho realizzato e diretto con Riccardo Biadene, [CINEMA.DOC] IL DOCUMENTARIO IN SALA (www.cinemadoc.org), primo festival/circuito per la diffusione del documentario di creazione nelle sale di prima visione. Il circuito ha visto distribuiti 9 film italiani selezionati in collaborazione con i maggiori festival in tre sale romane (Sacher, Farnese e Alcazar) per 25 serate con una media di oltre 100 spettatori a serata. Dal 2011 sono eletto nei direttivi nazionali della FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema - www.ficc.it) e di Doc/it (Associazione Italiana Documentaristi - www.documentaristi.it), per quest'ultima coordino il Doc/it Professional Award, il premio di categoria al miglior documentario italiano dell'anno.
Born in Northern Italy in 1972. Graduate of Roma 3 University with a degree in Literature and a thesis on short films. Works on organization of film screenings and events since 1994. Has cooperated and worked for some festival specialized in short films and has been employed at the National Film LibraryCineteca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia).
He is teacher of courses in screenwriting, filmmaking and film history. Director of short films and documentaries, some of his films have been screened and awarded all around the world.
In 2005 fundedOFF!CINE, a film society and a film company created to promote film/multimedia screenings and productions. OFF!CINE is now a point of reference for filmmakers and film lovers in Rome. He is the technical manager of the Audiovisual Production Center in the Department of Communication and Performing Arts at Rome 3 University. In 2010 he created and directed the first course for WebVideoMaker. From 2010 he is artistic director of [CINEMA.DOC], the first Italian project for distributing documentary films in national theatres. In 2011 he is curator of the Doc/it Professional Award, the italian professional prize for the Best Italian Documentary of the Year.
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